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Vista di Potsdamer Platz
Kulturforum a Potsdamer Platz © visitberlin, Foto: Wolfgang Scholvien

Kulturforum

Arte, musica e scienza

Nel cuore di Berlino, vicino a Potsdamer Platz, potrete scoprire un’ampia e variegata offerta culturale in un unico luogo: il Kulturforum. Il Kulturforum comprende la Neue Nationalgalerie e altri grandi musei come la Gemäldegalerie, oltre alla Biblioteca di Stato e a una delle sale da concerto più famose al mondo: la Philharmonie di Berlino.

Il Kulturforum

Kulturforum
, © visitBerlin, Foto: Artfully Media, Sven Christian Schramm

Nel centro di Berlino, vicino a Potsdamer Platz, numerosi musei e istituzioni culturali si raggruppano attorno a un ampio spazio aperto. Dal complesso edilizio spicca il campanile della chiesa di San Matteo, simile a un faro. Attualmente l’attenzione è concentrata sul grande cantiere del futuro «berlin modern», il nuovo museo della Galleria Nazionale dedicato all’arte del XX secolo.

Il Kulturforum comprende:

Il nuovo museo: berlin modern

Attualmente al Kulturforum sta sorgendo un altro grande museo: il berlin modern, museo del XX secolo.
La costruzione nell’area libera tra la Filarmonica e la Nuova Galleria Nazionale mira a creare un legame spaziale più forte tra tutti gli edifici.
Il progetto vincitore del concorso è opera dello studio di architettura svizzero Herzog & De Meuron. L’inaugurazione è prevista per il 2030. Qui saranno esposti altri capolavori del XX secolo provenienti dalla collezione della Galleria Nazionale.

Nel progetto«Utopie Kulturforum», i residenti nelle vicinanze del Kulturforum collaborano per esplorare le potenzialità del Kulturforum attraverso mostre decentralizzate, dibattiti cittadini e iniziative artistiche, rendendolo visibile al grande pubblico.

La Storia

Il Kulturforum vanta una storia complessa sia dal punto di vista della sua genesi che di quella della sua costruzione.

Gli anni ’50

Alla fine degli anni ’50 esistono progetti per un asse culturale che attraversi Berlino. Si basano sulle idee dell’architetto Hans Scharoun, all’epoca presidente dell’Accademia delle Arti. Il Muro non è ancora stato costruito e l’asse dovrebbe estendersi dall’Isola dei Musei a est fino al Castello di Charlottenburg a ovest.

L’area dell’odierno Kulturforum si trova proprio al centro. A causa dei massicci interventi urbanistici durante il periodo nazista e delle distruzioni della Seconda guerra mondiale, quelle zone erano ormai in stato di abbandono. Su quelle aree doveva sorgere un nuovo centro culturale per la fiorente Berlino del dopoguerra.

In futuro, i visitatori potranno qui ammirare opere d’arte, ascoltare musica e studiare testi scientifici. L’effetto delle singole istituzioni dovrebbe rafforzarsi grazie alla loro concentrazione in un unico luogo: questo è il piano.

Poi arriva la costruzione del Muro, e il Kulturforum, situato vicino al Muro, diventa un importante progetto di prestigio per l’Ovest. Si tratta di tenere testa alla continua rivalità con il regime della DDR, ma anche di inviare un messaggio chiaro alla Germania Ovest. Il rimpatrio dei patrimoni artistici e letterari trasferiti nella Repubblica Federale non procede affatto rapidamente. La costruzione di edifici adeguati dovrebbe aumentare la pressione affinché questi tornino a Berlino Ovest.

Gli anni ’60 e ’70

A dare il via ai lavori negli anni ’60 e ’70 sono tre progetti di due architetti di fama internazionale. La Filarmonica di Hans Scharoun segna l’inizio dei lavori di costruzione al Kulturforum. Viene inaugurata nel 1963.

Philharmonie am Kulturforum
, © visitberlin, Foto: Wolfgang Scholvien

La sua insolita forma a tenda del tetto e la facciata gialla contrastano con quelle della Neue Nationalgalerie di Ludwig Mies van der Rohe, inaugurata cinque anni dopo: un’opera in acciaio e vetro con un’ampia sala espositiva inondata di luce.

Ausstellungsraum der Neuen Nationalgalerie
, © Simon Menges/ Ludwig Mies van der Rohe

La chiesa di San Matteo, che sorge in questo luogo già dal XIX secolo, sembra quasi fuori dal tempo. La chiesa di San Matteo nel Kulturforum di Berlino è un centro storico, uno spazio dedicato all’arte contemporanea e un luogo di raccoglimento religioso. Dal punto di vista culturale, la chiesa di San Matteo è uno dei protagonisti di spicco del Kulturforum.

Verleihung des LCD-Award 2020
, © visitBerlin, Foto: Kevin McElvaney

Edgar Wisniewski, collaboratore di lunga data di Scharoun, realizza la sala da musica da camera e il museo degli strumenti musicali secondo i progetti di quest’ultimo. Il museo apre nel 1984, la sala da musica da camera nel 1987, in occasione del 750° anniversario della città di Berlino.

Negli anni ’70, dall’altra parte della Potsdamer Straße, sorge la Biblioteca di Stato su progetto di Scharoun. L’inaugurazione ha luogo nel 1978, sei anni dopo la morte dell’architetto. Anche l’adiacente Istituto Ibero-Americano risale a un progetto di Scharoun.
La costruzione della Biblioteca di Stato riquiede una spesa superiore a quella inizialmente prevista. Ciò comporta un ritardo nell’inizio dei lavori per le altre sedi dedicate all’arte previste dal progetto.

Gli anni ’80 e ’90

Già nel 1965 Berlino Ovest aveva indetto un concorso di architettura per la progettazione dell’intero Kulturforum. Le aspettative sono elevate: il progetto più convincente deve offrire nientemeno che una«definizione architettonica di ciò che oggi per noi significa museo».

A giudizio della giuria, nessun partecipante al concorso raggiunge questo ambizioso obiettivo. Come compromesso, i responsabili decidono di affidare l’incarico all’architetto di Stoccarda Rolf Gutbrod.
I suoi progetti risalgono a un’epoca in cui si ponevano interrogativi sui compiti e sulla funzione dell’architettura museale. Qual è il rapporto di interazione tra i musei e le collezioni che ospitano? A quali gruppi target ci si deve rivolgere?

L’architetto considera i propri progetti in contrapposizione agli edifici neoclassici e neobarocchi dell’Isola dei Musei. I suoi musei non devono intimidire, ma invogliare persone di ogni ceto sociale a visitarli.
Nel 1985 apre il Museo delle Arti Decorative. Il progetto dell’edificio, ideato vent’anni prima con la sua facciata brutalista e le imponenti scale , a quel punto è ormai superato. E non viene accolto bene dal pubblico: le critiche sono devastanti, tanto che Gutbrod è costretto a dimettersi. Per il momento rimane in sospeso il futuro del Kulturforum.

Agli architetti di Monaco Heinz Hilmer e Christoph Sattler viene affidato l’incarico di rielaborare i progetti di Gutbrod per il Gabinetto delle Stampe e la Biblioteca d’Arte . Essi modificano numerosi dettagli; ad esempio, vengono eliminati i pilastri in calcestruzzo a vista previsti nella sala espositiva.
L’inaugurazione avviene nel 1994. Oggi la facciata dell’edificio, rivestita in calcestruzzo e mattoni clinker, si presenta decisamente sobria.

Anche la Galleria dei dipinti è opera di Hilmer e Sattler e viene inaugurata nel 1998. Nel progettarla devono adeguarsi, poiché l’ubicazione e l’ingresso sono stati stabiliti da Gutbrod. Gli architetti rinunciano a facciate di rappresentanza e si concentrano sulla qualità dell’allestimento degli interni. Sale dalla struttura classica con condizioni di illuminazione perfette valorizzano la preziosa collezione.

Männer in der Gemäldegalerie
, © visitBerlin, Foto: Eric Maier-Rehm

La ristrutturazione della Neue Nationalgalerie 2015-21

L’architettura in acciaio e vetro di Mies van der Rohe, un ampio atrio inondato di luce, affascinava già 50 anni fa per la sua struttura unica: solo otto pilastri di sostegno, slanciati e ascendenti, situati all’esterno della facciata in vetro, sostengono il monumentale tetto a cassettoni di 65 per 65 metri.

Neue Nationalgalerie
, © visitBerlin, Foto: mulinarius

La ristrutturazione della Neue Nationalgalerie ha lasciato pochissime tracce:
«Il nostro intervento è stato di natura chirurgica. Speriamo di aver dimesso il “paziente” apparentemente intatto – ma in condizioni decisamente migliori.»

Parole di David Chipperfield sul restauro del famoso edificio museale di Mies van der Rohe. Chipperfield aveva già realizzato a Berlino diversi lavori riconosciuti a livello internazionale, come ad esempio la ricostruzione del Neues Museum sull’Isola dei Musei. La differenza rispetto al restauro della Neue Nationalgalerie è evidente: sebbene l’edificio sia stato smontato fino alle fondamenta, è rimasto tale e quale a come lo aveva concepito Mies van der Rohe – persino un tappeto originale, ricreato a mano, è stato riposizionato nelle sale espositive.

Luoghi di interesse nelle vicinanze

Gropius Bau

Museo della Germania

Museo tedesco dello spionaggio

Memoriale della Resistenza tedesca

Topografia del terrore

La vostra visita

Il Kulturforum a Potsdamer Platz è collegato alla rete della S-Bahn e della U-Bahn. Le linee di autobus (M29, M48, 200) vi porteranno da lì al City West, al centro storico e ad Alexanderplatz. Per esplorare la città, vi consigliamo di utilizzare la Berlin Welcome Card per i trasporti pubblici. È possibile integrarla con il Museumspass dei Musei Statali di Berlino. I bambini e i ragazzi fino a 18 anni hanno ingresso gratuito in molti musei.