Salta al contenuto principale
Porta di Brandeburgo di Berlino
Porta di Brandeburgo e Pariser Platz © visitBerlin, Foto: Dagmar Schwelle

La Porta di Brandeburgo

Il simbolo della città riunificata

Alta 26 metri e larga 65, è il monumento tedesco più conosciuto al mondo sia per la sua bellezza che per l'incredibile storia di cui è stata protagonista.

"Tear down this wall!", "Abbatta questo Muro!" con queste parole il 12 giugno 1987 l'allora Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan chiese al leader sovietico Michail Gorbačëv la riunificazione delle due Berlino. Dietro di lui, a fare da sfondo ad uno dei discorsi più importanti del XX secolo appariva la Porta di Brandeburgo. In mezzo, tra il palco e quel monumento eretto il XVIII, c'era il Muro di Berlino. Fu quindi normale partire da lì per costruire l'iconografia della Berlino riunificata. Una Berlino senza muro, con la Porta di Brandeburgo raggiungibile, e non solo visibile, da Berlino Ovest significava parlare finalmente di un'unica Germania e un unico popolo tanto che la sua immagine fu successivamente scelta per caratterizzare le monete tedesche da 10, 20 e 50 centesimi di euro. 

La storia della Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo era stata il simbolo della Germania prussiana fin dalla sua costruzione. Inaugurata nel 1791 dopo tre anni di lavori, fu progettata da Carl Gotthard Langhans che per l'occasione si ispirò all'ingresso monumentale dell'Acropoli di Atene (i Propilei). Furono così realizzate 12 colonne doriche in pietra arenaria che, a loro volta, formano cinque passaggi per l'attraversamento. Segnava l'ingresso in città nonché il confine tra la periferica tenuta di caccia dell'imperatore (il Tiergarten) e la centrale zona residenziale della famiglia reale, il cui castello si trovava alla fine del viale Unter den Linden (ora in ricostruzione). Nel 1793 sopra al monumento fu posta una quadriga in bronzo rappresentante la dea greca della pace Eirene, con quattro cavalli, la corona prussiana e un'aquila in mano. Doveva rappresentare la pace, gli imperatori successivi a Federico II la trasformarono nel simbolo dei trionfi prussiani. Napoleone ne fece bottino di guerra e la portò a Parigi dopo l'occupazione del 1806 (ritornò in Germania dopo la sconfitta francese a Waterloo), mentre durante la Seconda guerra mondiale furono gli Alleati ad evitare che i russi la distruggessero per issarci la propria bandiera. La sua tormentata storia non si fermò lì. Durante le celebrazioni per la caduta del Muro alcuni ubriachi la danneggiarono. Fu necessario un attento lavoro di restauro per ridarle l'antico fascino. 

La Porta di Brandeburgo oggi

Che siano cartoline, festeggiamenti per speciali anniversari della caduta del Muro (nel 2009 qui si sono esibiti gli U2) o altro ancora, la Porta di Brandeburgo è tappa obbligata di qualsiasi visita per Berlino. La storia si ripete ancor più ogni anno la notte di San Silvestro quando migliaia di tedeschi e cittadini di tutto il mondo si assiepano per festeggiare l'arrivo del nuovo anno con fuochi d'artificio e un grande palco su cui si esibiscono star della musica nazionale e internazionale. L'antistante grande piazzale di Pariser Platz, considerato "il salotto buono di Berlino", anch'esso restaurato a città riunificata, non basta ad accogliere tutti i curiosi e così il pubblico forma un fiume umano lungo tutto Unter den Linden facendone puntualmente uno dei più grandi open air party al mondo. Gioia al posto della malinconia del passato: la storia a volte vive cicli inaspettati.

Für Sie auf Barrierefreiheit geprüft