Complessi residenziali della modernità
Patrimonio mondiale dell'UNESCO a Berlino
Sette complessi residenziali rappresentativi del Modernismo berlinese sono stati inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Questi complessi, costruiti tra il 1913 e il 1934, costituiscono esempi eccezionali dell’architettura residenziale degli anni ’20 a Berlino.
Negli anni ’20 Berlino era una delle metropoli più vivaci del mondo. La città, considerata liberale e cosmopolita, era un centro di arte e cultura moderne e simboleggiava il rapido sviluppo dell’industria. E… la città era ormai al limite della capienza!
Nasce la «Grande Berlino»
Nel 1920 molte città e comuni circostanti si unirono per formare la «Grande Berlino», il che significava che erano disponibili anche nuovi terreni da edificare. Per risolvere il grave problema della carenza di alloggi, in tutta Berlino furono costruiti nuovi quartieri residenziali . Sette di questi complessi sono stati di chiarati a Berlino Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO per il loro valore eccezionale e universale . La loro progettazione voleva rispondere al desiderio generale di luce, aria e spazi verdi. Questi bisogni elementari erano diventati sempre più importanti in molte metropoli europee nel corso dell’industrializzazione.
Il desiderio di luce e aria
Berlino nel XIX secolo: l’ascesa a metropoli mondiale andò di pari passo con enormi problemi abitativi. Gli operai e le operaie vivevano in appartamenti angusti e bui, spesso privi di finestre, in casermoni in affitto con numerosi cortili interni. Le modifiche legislative alla fine del XIX secolo, la fondazione di cooperative edilizie e infine la nascita della Grande Berlino resero possibile l’edilizia abitativa di ispirazione social-riformista, la realizzazione di una nuova cultura abitativa sociale e di modelli di vita che prendevano a modello le città-giardino inglesi. Luce e aria erano gli obiettivi dichiarati. Nell’estetica sobria del Bauhaus, gli edifici erano privi di ornamenti e fronzoli, sebbene fossero caratterizzati da motivi colorati.
Cucina, bagno, balcone: nuovi standard nell’edilizia residenziale
I nuovi appartamenti erano dotati di cucina, bagno e balcone affacciati sul verde. Ciò li poneva in netto contrasto con le stanze buie e in parte umide dei caseggiati secondari berlinesi. L’edilizia residenziale stabilì inoltre nuovi standard in materia di igiene. Infatti, i nuovi appartamenti, dotati di acqua corrente, disponevano di bagni privati, nei quali d’ora in poi si lavava solo la propria famiglia. Chi viveva invece in un casermone doveva recarsi in uno dei bagni pubblici berlinesi per il bagno settimanale nella vasca. Nelle case un po’ più agiate, i servizi igienici si trovavano almeno a metà scala. Tutti gli altri trovavano il gabinetto nel cortile sul retro.
La fine improvvisa dell’edilizia residenziale di ispirazione social-riformista
Nel 1933 l’edilizia abitativa democratica conobbe una fine improvvisa: L’edilizia abitativa nazionalsocialista si basava su un concetto completamente diverso, antimoderno. Fortunatamente, gli edifici esistenti furono modificati solo in minima parte e, nella maggior parte dei casi, furono risparmiati anche dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Ancora oggi, gli appartamenti e le case dei complessi residenziali del Modernismo a Berlino sono oggetti molto ambiti sul mercato immobiliare.
I complessi residenziali del Modernismo
Sette edifici del Modernismo sono stati inseriti nella lista dell’UNESCO:
- Gartenstadt Falkenberg (Treptow), costruita tra il 1913 e il 1916 da Bruno Taut, spazi aperti progettati da Ludwig Lesser
- Insediamento Schillerpark (Wedding), costruito tra il 1924 e il 1930 da Bruno Taut e Franz Hoffmann, parziale ricostruzione nel 1951 a cura di Max Taut, ampliamento tra il 1954 e il 1959 a cura di Hans Hoffmann
- Grande complesso residenziale di Britz (Hufeisensiedlung) ( Neukölln), costruito tra il 1924 e il 1931 da Bruno Taut e Martin Wagner, spazi aperti progettati da Leberecht Migge
- Complesso residenziale Carl Legien (Prenzlauer Berg), costruito tra il 1928 e il 1930 da Bruno Taut e Franz Hillinger
- Weiße Stadt (Reinickendorf), costruita tra il 1929 e il 1931 da Bruno Ahrends, Wilhelm Büning e Otto Rudolf Salvisberg, spazi verdi del complesso progettati da Ludwig Lesser
- Grande complesso residenziale Siemensstadt (Charlottenburg e Spandau), costruito tra il 1929 e il 1934 da Otto Bartning, Fred Forbat, Walter Gropius, Hugo Häring, Paul Rudolf Henning, Hans Scharoun; spazi aperti progettati da Leberecht Migge
- Insediamento boschivo di Zehlendorf - La capanna di Zio Tom (Steglitz-Zehlendorf), costruito tra il 1926 e il 1932 da Bruno Taut su incarico della Gemeinnützige Heimstätten-, Spar- und Bau-Aktiengesellschaft (GEHAG).


